GMovie 2025, Ovazione per Andrea
E' un GTrack o un GArt? Nasce il GMovie per Andrea Dell'Ova!
Carissimi GTrackers e non,
perché noi esseri umani, e quindi anche noi esseri ciclistici, abbiamo sempre bisogno di ascoltare storie? E' un bisogno, è una necessità, è quasi una forza soprannaturale che ci spinge alla ricerca di racconti, di bellezza che ci edifichi, che ci sia da esempio, che colmi un vuoto estetico, educativo, filosofico, di sapere.
Ecco al GTrack abbiamo colto tutto questo e abbiamo istituito il GClick che con i suoi fotogrammi condensa sensazioni, stati d'animo, bellezza e tanto altro dei nostri GTrackers. Ma se una foto può considerarsi come una scintilla, un'immagine - sintesi, una poesia, beh, beh, beh, allora ci mancava la potenza di una bellezza più analitica, qualcosa che facesse da contraltare alla sintesi poetica dell'espressione fotografica: il romanzo.
A questo punto, in extremis, a manifestazione già chiusa e senza cercarlo, noi il nostro romanzo l'abbiamo trovato, ci siamo quasi inciampati. E' un cortometraggio, godetevelo per una, dieci, cento volte cliccando il link sotto ai saluti. E' stato tutto spontaneo e dovuto alla particolare sensibilità di Andrea dell'Ova, ciclista di trail, autore.
Per cercare di capire di più di quello che non è solo una semplice ripresa dinamica ci tuffiamo in un coinvolgente “botta e risposta”, cioè intervista, con il premiato e primo campione del neo costituito GMovie.

Andrea come stai? Che ne dici di questa prima edizione del concorso GMovie che nasce a posteriori dell'evento e ad hoc per il tuo cortometraggio?
Vi ringrazio di cuore per questo riconoscimento del tutto inaspettato. Per me è una gioia sapere che arrivino anche agli altri quelle emozioni che cerco di trasmettere con tanta passione tramite i miei video, i miei giri, i miei trail.
Da cosa nasce la passione di raccontare le tue emozioni?
É una cosa nata un po’ per gioco, affascinato dai video dei “miei miti della MTB”, Steve Ude e soprattutto Iron Mike di MTB Mag che fa dei video pazzeschi. Poi, a forza di andare in giro per la Sardegna in posti straordinari che io stesso prima ignoravo e che, secondo me, molti sardi non immaginano neanche, mi son detto che sarebbe stato bello condividere quei panorami, quei colori, quell’adrenalina e ho cominciato prima con la GoPro, poi col drone a raccontare le nostre uscite. Ad andare oltre le solite foto o video random.

C'è qualcosa che lega la tua professione alla tua passione? A questa varietà di “story telling”?
Sono ingegnere elettronico appassionato di tecnologia, ma i miei mi dicevano sempre che avrei potuto fare il giornalista. Ho fatto per anni il DJ, ho tenuto un sito di musica disco agli albori di Internet che all’epoca era il punto di riferimento in lingua italiana per la disco music con contatti con tanti dj e artisti di tutta Italia: discorevival.it che poi lasciai. É stato abbastanza naturale il passaggio ai video quando io e i miei amici abbiamo iniziato a girare per la Sardegna divertendoci come matti.
Bene, allora cosa sono e cosa fanno gli Avventurieri?
Si, ho battezzato il gruppo di amici con cui solitamente esco “Avventurieri” non prendendoci troppo sul serio perché i veri Avventurieri sono altri, ma assieme affrontiamo sfide con continue risate e soprannomi tra noi. Abbiamo Stefano, il “tuttologo” che è una specie di McGyver che risolve qualsiasi problema, Prof Bacchetta che ci erudisce su ogni pianta o cm quadro di territorio e persino il mitico Jean (Gian Nicola) che ci canta il revival italiano tramite le radio durante le salite più dure. Ci siamo fatti una playlist su Spotify e messo le sue citazioni di Pupo e Julio Iglesias sulle nostre maglie; questo spirito cerco di trasmetterlo anche nei video.

Dicci come hai fatto a raffinare così tanto il gusto, il ritmo e la sintesi dei tuoi cortometraggi, se è possibile chiamarli in questo modo
Una grande passione che ovviamente costa tempo, fatica, ore la notte a scegliere gli spezzoni, la musica perfetta, il montaggio giusto per non rendere mai noiosa la narrazione. C’è chi mi chiede alcuni “trucchi”. Ma ciò che conta molte volte è la passione e una visione. Spesso il video me lo creo già durante il giro nei miei pensieri. E spendo un sacco di tempo a scegliere la colonna sonora che non deve essere mai troppo conosciuta ma emozionare il giusto. Non sono un professionista ovviamente ma i risultati non sono male.
Esageriamo a dire che ormai riconosciamo le tue produzioni per lo stile?
Quando ti ferma la gente perché ci conosce dai video, o riconosce la mia voce narrante, qualcuno che ti chiede le tracce perché i giri sono bellissimi o addirittura c’è chi ti dice che aspetta i tuoi video come quando da bambino aspettava le puntate di Holly e Benji, beh, allora diventa una gran bella soddisfazione.
Pensi che il racconto di un giro in bici possa essere educativo o avere una qualche utilità?
Quei video nascono anzitutto per fissare un ricordo personale, ma saranno utili agli altri come lo sono per me i bei video che trovo su YouTube e che mi suggeriscono giri o mi fanno sognare. Eppoi tutto ciò mi fa piacere anche perché magari i miei video possono aiutare a promuovere la nostra isola straordinaria e questo sport fighissimo che tanto meritano.
Come vivi il tuo trail in bici?
Il bello dei trail è che ognuno se li gode come meglio crede. Ci sono quelli che si fanno tutta una tirata e vanno come razzi e ci siamo noi che invece ce la godiamo dall’inizio alla fine. Ci prendiamo il tempo per assorbire la terra che attraversiamo, i profumi, i colori, i sapori di una cucina autentica. Non riesco a concepire l’idea di correre senza avere il tempo di gustarmi quello che ho attorno. O non capisco, ma ovviamente rispetto, quelli che si fanno i trail di notte. Affascinante si, ma cosa vedi?
Cosa ci dici della Gallura?
Sono contento che il mio decimo trail sia stato proprio qui da voi quest’anno. Per me la Gallura è davvero un luogo magico come ho scritto all’inizio del video e per noi anche una meta un po’ “esotica” stando dall’altra parte dell’isola.
Alla fine di un viaggio tanti aneddoti, anche alla fine di questo GTrack?
Ma di aneddoti ce ne sono davvero tanti, quasi troppi. Qualcuno sta nei video, altri rimangono semplicemente dentro di me, esattamente come il vostro entusiasmo e il vostro calore unico che mi ha conquistato dal giorno che vi ho conosciuto. Non a caso ho chiuso il video con le immagini di noi che saltiamo abbracciati e brindiamo con un sorriso immenso. Non per essere arrivati primi ma per aver vissuto ancora una volta questa figata pazzesca!
Grazie Andrea, alla prossima
Tua e Vostra Ciurma


